Gruppi di ingranaggi planetari che forniscono più rapporti in uno spazio compatto
Gli ingranaggi planetari costituiscono la base meccanica dei componenti del cambio automatico, fornendo multipli rapporti di trasmissione all’interno di un’assemblaggio straordinariamente compatto. Questo ingegnoso design è composto da un ingranaggio centrale detto 'solare', da più ingranaggi 'planetari' montati su un portaplanetari e da un ingranaggio esterno a dentatura interna detto 'corona'. Selezionando opportunamente quali di questi tre elementi bloccare, rilasciare o azionare tramite gruppi di frizioni e fasce di freno, i componenti del cambio automatico possono generare diversi rapporti di trasmissione partendo da un singolo insieme di ingranaggi; la maggior parte dei cambi utilizza due o tre insiemi per ottenere da sei a dieci marce avanti. Il vantaggio principale dei sistemi planetari risiede nella loro disposizione coassiale, in cui tutti i componenti ruotano attorno a un unico asse centrale, eliminando la necessità di ingranaggi scorrevoli e alberi lunghi, come invece richiesto nei cambi manuali. Questa configurazione mantiene il cambio compatto ed efficiente dal punto di vista del peso, preservandone al contempo la robustezza grazie ai multipli punti di contatto che distribuiscono il carico simultaneamente su diversi ingranaggi planetari. Il sistema a ingranaggi sempre innestati implica che i denti rimangano costantemente impegnati, a differenza dei cambi manuali, dove gli sincronizzatori devono prima eguagliare le velocità prima dell’innesto. Questo innesto continuo consente cambi di marcia estremamente fluidi, tipici dei migliori componenti per cambio automatico: le transizioni avvengono infatti esclusivamente mediante l’azionamento di frizioni e fasce di freno, senza movimento degli ingranaggi stessi. I rapporti di trasmissione ottenibili dagli ingranaggi planetari seguono relazioni matematiche basate sul numero di denti dell’ingranaggio solare, degli ingranaggi planetari e della corona. Gli ingegneri scelgono tali rapporti per garantire intervalli ottimali di regime motore, sia per massimizzare l’efficienza nei consumi durante la guida di crociera, sia per assicurare una coppia sufficiente per l’accelerazione e la salita in pendenza, nonché per raggiungere velocità massime appropriate. I denti degli ingranaggi sono realizzati in acciaio legato trattato termicamente; processi di tempra superficiale creano strati resistenti all’usura mantenendo al contempo nuclei tenaci e capaci di assorbire gli urti. Operazioni di rettifica di precisione definiscono i profili dei denti secondo curve evolventi esatte, garantendo funzionamento silenzioso e regolare nonché una distribuzione uniforme del carico. I cuscinetti a rullini che supportano gli ingranaggi planetari consentono loro di ruotare sui perni del portaplanetari con attrito minimo, contribuendo così all’efficienza del cambio. Le rondelle di spinta controllano lo spostamento assiale e impediscono il contatto abrasivo tra i componenti e le superfici della scatola del cambio. La costruzione robusta degli ingranaggi planetari nei migliori componenti per cambio automatico permette di gestire coppie elevate: alcuni modelli sono omologati per oltre 500 libbre-piede (circa 678 Nm) su autovetture, e valori sensibilmente superiori nelle applicazioni commerciali. Canali di lubrificazione convogliano fluido sotto pressione direttamente ai punti di ingranamento e alle superfici dei cuscinetti, dissipando calore e particelle di usura, riducendo contemporaneamente l’attrito. La ridondanza derivante dalla presenza di più ingranaggi planetari che condividono il carico fornisce un margine di sicurezza: il sistema potrebbe infatti continuare a funzionare anche in caso di guasto di un singolo ingranaggio planetario, sebbene tali guasti siano estremamente rari negli unità correttamente manutenute.